Roma, 17 aprile 2026 – La tutela dell’ambiente e la dignità sociale entrano ufficialmente nel perimetro della concorrenza sleale. Con l’entrata in vigore del D.Lgs. 20 febbraio 2026, n. 30, che attua la direttiva UE 825/2024, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ribadisce come la trasparenza sui vanti di sostenibilità sia oggi un pilastro fondamentale per il corretto funzionamento del mercato.
Un nuovo paradigma: Prezzo, Qualità e Sostenibilità
Secondo quanto evidenziato dall’Antitrust, il confronto tra imprese non si gioca più esclusivamente sui tradizionali parametri del prezzo e della qualità. La sostenibilità (ambientale e sociale) emerge come un terzo “parametro del confronto concorrenziale”.
L’Autorità ha precisato che:
“La trasparenza e la correttezza della comunicazione commerciale accrescono la fiducia dei consumatori in ordine alla veridicità dei vanti di sostenibilità. In questo modo, la sostenibilità diventa un potente motore della concorrenza e uno strumento cruciale di salvaguardia di interessi pubblici di rilievo costituzionale.”
Le novità normative
Il recente aggiornamento del Codice del Consumo mira a responsabilizzare i consumatori nel percorso verso la transizione verde, fornendo loro gli strumenti per distinguere le reali pratiche virtuose dalle operazioni di puro greenwashing. Le aziende sono ora chiamate a una comunicazione commerciale rigorosa, basata su dati verificabili e vanti di sostenibilità certi.
Impatti sociali e ambientali
L’azione dell’Antitrust non si limita a una funzione sanzionatoria, ma assume un valore civile. Attraverso la vigilanza sulla correttezza dei messaggi promozionali, la concorrenza diventa un mezzo per promuovere:
- La tutela dell’ambiente: riducendo l’asimmetria informativa sui prodotti eco-friendly.
- La sicurezza del lavoro e la dignità della persona: integrando i valori sociali nella reputazione di marca.
Verso un mercato più consapevole
Il nuovo quadro normativo rafforza il potere dei consumatori, permettendo loro di premiare con le proprie scelte d’acquisto quelle imprese che investono realmente in modelli di business responsabili. La sfida per il sistema produttivo italiano sarà quella di trasformare la conformità normativa in un vantaggio competitivo strategico e duraturo.