Dopo la sentenza del tribunale di Roma, Movimento Consumatori ha iniziato a raccogliere le adesioni all’eventuale class action per la richiesta dei rimborsi, nel caso in cui Netflix decidesse di non rimborsare spontaneamente gli abbonati
9 Aprile 2026
Al momento sono oltre 110.000 le adesioni alla raccolta di dati per l’eventuale class action che Movimento Consumatori si prepara a lanciare, nel caso in cui Netflix decidesse di non rimborsare gli abbonati a seguito della sentenza del tribunale di Roma.
Se Netflix non provvederà spontaneamente a rimborsare ai propri clienti l’ammontare degli aumenti illegittimi, infatti, l’associazione avvierà una class action per garantire a tutti gli utenti danneggiati la restituzione di quanto indebitamente pagato. Per manifestare il proprio interesse ad aderire alla class action si può compilare il modulo online.
Netflix, la sentenza del tribunale di Roma
Grazie all’azione collettiva di Movimento Consumatori, il tribunale di Roma ha dichiarato la nullità delle clausole 3.5 e 6.4 (divenuta 6.5. da gennaio 2024) delle Condizioni di Utilizzo del Servizio Netflix, che disciplinano la modifica unilaterale delle condizioni economiche (esempio, il prezzo dell’abbonamento) normative ( le “regole del gioco” tra le parti).
Come spiegato dall’associazione dei consumatori, “si tratta di quelle clausole che hanno consentito a Netflix Italia di aumentare il prezzo di tutti gli abbonamenti per quattro volte in sette anni (2017-2014). La loro applicazione ha riguardato nel tempo un numero enorme di consumatori, considerato che – secondo stime attendibili – il gigante californiano dello stream è passato da 1,9 milioni di clienti italiani nel 2019 a circa 5,4 milioni ad ottobre 2025“.
A quanto ammontano i rimborsi
“In Italia – spiega Movimento Consumatori – i rincari dei canoni di Netflix variano a seconda dei piani di abbonamento scelti dall’utente. Ad esempio, per il piano Premium, gli aumenti illegittimi applicati negli anni 2017, 2019, 2021 e 2024 ammontano complessivamente a 8 euro al mese (2 euro ogni aumento); mentre per il piano Standard gli aumenti nello stesso periodo sono stati complessivamente di 4 euro al mese (1 euro ad aumento)”.
L’associazione sottolinea, quindi, che “un cliente Premium, che abbia pagato ininterrottamente Netflix dal 2017 ad oggi, ha diritto alla restituzione di circa 500 euro; mentre un cliente Standard circa 250 euro. Gli aumenti illegittimi riguardano anche il piano Base, che ha visto un aumento di 2 euro ad ottobre 2024″.
Netflix pronta a presentare ricorso
Intanto – si legge su Corriere della Sera – “un portavoce della società, contattato da Corriere LOGIN, ha fatto sapere che verrà presentato ricorso, ribadendo la convinzione che le condizioni applicate negli anni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane e che i diritti dei consumatori siano stati rispettati“.