Tutto lecito – dicono dal Movimento Consumatori Toscana – “perché è il contratto dei servizi, stipulato tra Regione Toscana e Trenitalia, a prevedere l’adeguamento delle tariffe regionali al tasso di inflazione. Quello stesso contratto che prevede livelli di qualità non sempre rispettati, come testimoniano le notevoli denunce ordinarie fatte dai pendolari”.
“Come Movimento Consumatori Toscana avanziamo ulteriormente la richiesta di revisionare le condizioni nel futuro contratto dei servizi che da qui a breve si andrà a stipulare. Chiediamo a voce alta il coinvolgimento di tutte le associazioni dei consumatori ai tavoli decisionali, sin da subito.
Nel 2023 non è accettabile, ad ogni livello, vedere aumentare il costo degli abbonamenti e parallelamente assistere all’incremento quotidiano e costante dei disagi che creano difficoltà a lavoratori, studenti e pendolari tutti.
Sino ad oggi abbiamo assistito a prese di posizione della Regione Toscana alle quali mai è seguita una risoluzione decisiva e capillare in ordine ai ritardi giornalieri, alle deviazioni dei regionali veloci sulle linee lente e alle interruzioni avvenute senza giustificati motivi, prima della stazione di arrivo.”
Con tale scelta si andrebbe a colpire la fascia di popolazione più fragile che, secondo il Movimento Consumatori Toscana, sarebbe rappresentata soprattutto da quei cittadini che non possono permettersi l’automobile e che usano i mezzi pubblici per andare al lavoro.
Il Movimento Consumatori Toscana conclude: “Provvedimenti come questi vanno a colpire le fasce più deboli, è per questo che se le cose non dovessero cambiare ci faremo sentire.”