Vi sarete chiesti da qualche giorno cosa è successo alla nota app di messaggistica WhatsApp. Sì, perché i fruitori di, uno dei tanti, servizi di Meta (che racchiude in sé anche app come Facebook, Instagram, Threads, …) si sono trovati pochi giorni fa in basso a destra dell’interfaccia un cerchietto blu e viola che si può premere. Molti, magari, si sono ritrovati confusi da tale aggiunta; c’è chi ne ha avuto pure paura, pensando di aver attivato qualche sorta di abbonamento. Ebbene, si tratta di Meta AI, un servizio, ad oggi opzionale, offerto da Meta. Meta AI è un’intelligenza artificiale che, come i suoi “amici” ChatGPT, DeepSeek o il più “antico” Alexa, propone di interfacciarsi con noi esseri umani in maniera più naturale ed elastica di qualunque altra tecnologia nel mercato, cercando di emulare il nostro modo di scrivere e di interfacciarsi col prossimo. Meta AI è infatti una tecnologia avanzata di intelligenza artificiale, capace di comprendere e generare testo in linguaggio naturale, e addestrata su una vasta quantità di dati per rispondere in modo coerente e utile. I dati usati sono di vari tipi: si ha informazioni contenute in siti Web pubblici, fino ad arrivare a contenuti inseriti nei libri (a patto di avere licenze idonee).
C’è da avere paura? Servizi come questi fanno sempre paura all’inizio, poiché rappresentano step importanti nella nostra evoluzione come specie. Ma come tutti i grandi passi, devono essere fatti in modo consapevole e controllato.
Per cosa può essere usato questo servizio? Principalmente, lo si può interrogare su fatti o nozioni che vorremmo imparare/conoscere; la maggior parte delle volte infatti rappresenta il modo più efficiente per sapere un’informazione al volo; ricordatevi sempre, però, di non richiedere informazioni di cui la veridicità è cruciale; in quel caso, una ricerca personale più approfondita nel Web è la cosa migliore (come del resto lo è sempre stato).
Cosa sconsigliamo di fare? Non cercate di “umanizzare” un servizio che, in fin dei conti, è di natura tecnologica. Ricordatevi sempre che non vi state interfacciando con un vostro amico o familiare. E soprattutto, per una vostra maggior sicurezza e privacy, non inserite mai nelle vostre domande informazioni “sensibili”.
In sintesi, come nell’antichità abbiamo scoperto che il fuoco poteva sia scaldarci (fare del bene) sia bruciarci (fare del male), queste intelligenze artificiali possono essere usate per entrambi gli scopi. Noi siamo per un uso positivo di questi servizi, che è possibile solo grazie ad una miglior consapevolezza dei cittadini nei confronti di quest’ultimi.