Un’indagine di Que Choisir boccia le creme solari low cost comprate online su Temu, AliExpress e Shein: ingredienti nocivi e protezione bassissima
13 Luglio 2026
Creme solari a basso, bassissimo costo. Arrivano online, costano poco e promettono una protezione 50+. Troppo bello per essere vero. E infatti sono state bocciate: contengono spesso ingredienti nocivi, alcuni vietati in Europa, e nella maggior parte dei casi la protezione solare è di fatto inesistente. Su dieci prodotti acquistati, solo uno mantiene la promessa della protezione ma contiene un ingrediente nocivo. Gli altri non hanno una bella lista degli ingredienti. Un’indagine condotta da Que Choisir ha analizzato una serie di creme solari comprate su Temu, AliExpress e Shein e destinate al mercato europeo. I prodotti sono stati inviati in laboratorio e sottoposti a test per verificare se la protezione dichiarata in etichetta fosse reale.
L’indagine ha preso in considerazione prodotti solari di marche poco conosciute. Non sono dunque i marchi più noti presenti nei canali tradizionali ma, spiega Altroconsumo, prodotti spesso venduti da operatori terzi, con informazioni non sempre chiare su provenienza, composizione e conformità alle regole europee.
Creme solari low cost, ingredienti bocciati e inefficacia
Su 15 prodotti ordinati, ne sono arrivati 10. Di questi, tre sono stati subito esclusi dal test di protezione perché contenevano 4-MBC (4-methylbenzylidene camphor),un filtro UV vietato nei cosmetici messi a disposizione sul mercato europeo dal 1 maggio 2026; già prima di quella data era però vietato esportare prodotti contenenti tale sostanza. Nelle formulazioni delle creme solari prodotte in Europa è ormai assente da tempo.
Altre sostanze indesiderate trovate nelle creme solari contemplano l’octocrylene, filtro UV sospetto interferente endocrino, e il BHT, sospetto interferente endocrino e sensibilizzante (può essere una fonte di allergie).
Le altre sette creme solari sono state analizzate per verificare la protezione UVB, indicata dall’SPF, e la protezione UVA. Quattro risultano di fatto inefficaci perché non danno la protezione promessa. Il laboratorio ha trovato un fattore di protezione che si ferma a 2 o addirittura inferiore. Solo una crema solare ha rispettato il fattore di protezione promesso ma conteneva Ethylhexyl methoxycinnamate, un sospetto interferente endocrino, implicato anche nello sbiancamento delle barriere coralline. (Qui tutti i risultati di Que Choisir).
Davanti alla bocciatura dei prodotti, le piattaforme hanno cercato di rispondere. Temu ha comunicato di aver temporaneamente sospeso la vendita di tutti i prodotti solari nell’Ue. Shein ha dichiarato che avrebbe condotto un audit completo del proprio sito web per tutti i prodotti correlati, senza specificare ulteriori elementi. AliExpress è stata più cauta, riferendosi ad articoli “presumibilmente” problematici, e ha promesso che avrebbe rimosso prodotti “simili”. Ma l’analisi ha evidenziato che era ancora possibile trovare una miriade di creme solari sul sito.
E soprattutto, conclude l’indagine di Que Choisir, “nessuna delle piattaforme si è impegnata ad avvertire coloro che hanno già acquistato le creme in questione della loro inefficacia”.