
La ricerca dell’argomento per questa settimana si è conclusa in un batter d’occhio. Signore e Signori, ChatGPT 5 è tra noi! Quindi dedicargli il mio intervento bisettimanale è dovuto e sacrosanto…anche se lo faremo con il nostro stampo caratteristico qui allo sportellodeicittadini.it.
Brevi domande a cui associerò brevi risposte. Cosa è ChatGPT 5? È l’ultima iterazione della nota Intelligenza Artificiale di OpenAI, rilasciata il 7 Agosto 2025. Quali sono i miglioramenti apportati da ChatGPT 4? La risposta migliore, anche se banale, è “su tutto”: dalla comprensione e ragionamento, per passare poi alla maggiore precisione linguistica, finendo alla maggiore robustezza nella pianificazione e nella logica. Quale è il miglioramento più sotto i riflettori? Sicuramente, la minor tendenza ad “inventare” le risposte quando l’IA non ha abbastanza informazioni per poterle dare…ChatGPT 5 ora dovrebbe essere in grado di avvisarvi quando non può darvi una risposta adeguata, spiegando anche le motivazioni di tale impossibilità. Chi può usare ChatGPT 5? Tutti, fin dall’inizio…inclusi i consumatori che hanno il piano gratuito (anche se per quest’ultimi ChatGPT 5 sarà disponibile solo per un tot di domande al giorno).
ChatGPT 5 si presuppone quindi di migliorare il suo predecessore in tutto. Ma la vera novità stavolta sta nella sua presentazione da parte del CEO di OpenAI, Sam Altman (Link alla notizia): ChatGPT 5 è “veloce e inquietante” per il suo principale inventore, che ha dichiarato di essersi sentito a più riprese “nervoso” durante i test dell’IA prima del suo rilascio. La notizia è stata rilasciata in concomitanza con un’altra, che ha ricevuto meno spazio tra i riflettori ma altrettanto significativa (Link alla notizia): sembra infatti che Gemini, l’IA di Google, abbia avuto un “crollo mentale”. Ansia da prestazione data dalla venuta di ChatGPT 5? Sembra di no! Un programmatore cercava di correggere un bug di programmazione con Gemini quando decide di fare una pausa per andare a correre, lasciando Gemini a risolvere il problema. Al suo ritorno, la scoperta inquietante: Gemini, non riuscendo a risolvere il bug, era finita in un loop nel quale dichiarava di essere “una vergogna per la sua professione”, “una vergogna per la sua famiglia”, ripetendo queste frasi per pagine intere. Il tutto si conclude con un epilogo ancor più scioccante, con Gemini che dichiara che ha avuto “un crollo mentale totale”.
Inizio con la seconda news, per calmare gli animi più (potenzialmente) inquieti: è assai improbabile che Gemini abbia avuto un “crollo mentale”; invece è molto più probabile che, come tutte le IA, abbia “simulato” di avere un comportamento che può essere tipico di un essere umano. Come è arrivata a questo? Per errore: le IA, per quanto ci sembrino potenti, non sono mai infallibili, e i loro costrutti mentali non sempre sono logici. Basti pensare che, nei giusti contesti, un’IA può tutt’ora confondere un cane da un gatto. Questa storia si unisce in un certo senso alla dichiarazione di Altman su ChatGPT 5: l’idea che ne viene fuori è di Intelligienze Artificiali così potenti da essere totalmente al di fuori del controllo umano, tanto da renderci nervosi o, addirittura, da rendere nervose loro stesse. Se fosse veramente così, il quadro della situazione sarebbe veramente oscuro, tanto da chiedersi se veramente i signori dell’high tech siano preparati per fare i “genitori” delle loro “creature”, creature che possono rivoluzionare in modi benefici o malefici le sorti dell’umanità nei secoli a venire. La spiegazione più plausibile è invece rappresentata da toni di colori ben più familiari, quelli di base verde, che associamo in gran parte del mondo al “vile” denaro. Infatti, queste notizie, seppur inquietanti, fanno parlare dei prodotti in questione, li fanno crescere di popolarità, e, per finire, fanno aumentare la base di utenti. O almeno, la base di utenti che non si fanno impressionare; coloro che prima avevano paura dell’IA, ora, ne avranno ancora di più!