Legambiente presenta il nuovo report su numeri, potenzialità, ritardi, 11 storie simbolo e 15 proposte all’Esecutivo sulle fonti pulite
26 Maggio 2026
In Italia negli ultimi dieci anni la capacità di copertura dei consumi elettrici da fonti rinnovabili è cresciuta del 7%, passando dal 33,9% nel 2015 al 41,1% nel 2025, con 127.978 GWh/a, e arrivando a pochi punti di percentuale dalle fonti fossili (43,8%). In particolare, nel 2025 il contributo maggiore è arrivato dal fotovoltaico 44.294 GWh/a, seguito da idroelettrico 41.625 GWh/a, eolico 21.360 GWh/a, e geotermia 5.260 GWh/a.
“Una crescita nel complesso lenta ma importante che, però, deve essere sostenuta e incoraggiata da politiche energetiche più efficaci, sbloccando gli iter burocratici per centrare l’obiettivo 2030 e cominciare a guardare a quello di decarbonizzazione al 2040″: a chiederlo è Legambiente, che oggi presenta a Roma il nuovo studio “Italia Rinnovabile”, realizzato con il contributo di Statkraft Italia e FERA, La Nuova Ecologia media partner.
L’associazione ambientalista annuncia anche l’avvio della sua nuova campagna nazionale “OK, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale”, con partner AzzeroCO2 e Coordinamento Free.
Fonti rinnovabili, a che punto siamo?
Lo studio fa il punto su numeri, potenzialità, ritardi, 11 buone pratiche e 15 interventi sulle rinnovabili da mettere in campo proposti al Governo.
“Pilastro centrale del report – spiega Legambiente in una nota – il fatto che le fonti pulite sono alleate decisive per contrastare la crisi climatica e la povertà energetica, per portare benefici ai territori e per ridurre il costo della bolletta su cui ad oggi il gas fossile incide per l’89% delle ore sulla formazione del prezzo finale dell’energia“.
L’attuale bolletta elettrica – ricorda l’associazione – è arrivata a quota 130,5 euro/MWh, contro i 42,5 della Spagna, dove il gas incide solo per 15% grazie agli importanti investimenti fatti nelle tecnologie pulite.
Ai dati sui dieci anni si affiancano quelli del 2026 (fonte Terna): a marzo 2026 nella Penisola il solare fotovoltaico raggiunge quota 44.878 MW di potenza installata, pari al 53,9% del totale delle rinnovabili. Questa tecnologia, per la prima volta, è arrivata a superare, rispetto ai consumi, il contributo di tutte le fonti rinnovabili, contribuendo con il 14,2% – era l’11,3% lo scorso anno – e superando anche una fonte storica come quella dell’idroelettrico, che nel 2025 si ferma a quota 13,3% (era il 16,8% nel 2024). Il Paese si conferma anche in prima linea nei sistemi di accumulo: a marzo 2026 installati 918.971 impianti di accumulo per 7.803 MW di potenza. L’Italia, inoltre, è terza in Europa per numeri di occupati nel settore delle rinnovabili, ne conta 228.900 (dati 2023).
“Il Governo Meloni – sottolinea Legambiente – continua a foraggiare le fonti fossili e a puntare su un ritorno al nucleare a discapito delle rinnovabili, dimenticando i 2,4 milioni di famiglie che vivono in povertà energetica. La conferma arriva anche dai ritardi accumulati dall’Italia sull’obiettivo rinnovabili 2030 (80.001 MW) e nell’applicare il prezzo zonale in bolletta“.
L’associazione ambientalista ricorda che a fine marzo 2026 il Paese ha raggiunto appena il 33,2% dell’obiettivo complessivo 2030: “mancanoancora all’appello 53.469 MW da aggiungere entro i prossimi 5 anni e mezzo e, continuando con la media di installazione mantenuta tra il 2021 ed il 2025, il Paese rischia di arrivarci tra 10,7 anni, con ben 5,7 anni di ritardo.Un dato preoccupante se si ragiona anche in termini di posti di lavoro a rischio a causa dei continui ritardi”.
Le proposte di Legambiente
Riguardo l’applicazione del prezzo zonale, “il sistema entrato in vigore dal 1° gennaio 2025, ad oggi è attuato solo in parte – denuncia Legambiente -. Parliamo di un sistema che potrebbe determinare il costo dell’energia elettrica in base all’area di mercato e all’ora in cui viene prodotta e consumata, riducendo i costi energetici in quei territori, per famiglie e imprese, con una maggiore diffusione delle rinnovabili, delle reti e degli accumuli”.
Alla luce della fotografia scattata dallo studio “Italia Rinnovabile”, l’associazione ambientalista rilancia oggi al Governo 15 proposte, suddivise in quattro macro aree di intervento, chiedendo di sbloccare gli iter autorizzativi (prevedendo più risorse, tempi certi e procedure efficienti); di accelerare la transizione (più rinnovabili, più repowering, più investimenti sulla rete); di ridurre i costi energetici (introducendo i prezzi zonali, promuovendo contratti PPA con rinnovabili, scorporare nel prezzo finale la componente gas da quelle rinnovabili); di coinvolgere i cittadini in processi partecipativi uscendo dalle fonti fossili e avviando anche una politica di riqualificazione degli edifici in linea con la direttiva EPBD sulle case green, con incentivi a tutte le famiglie, in primis a quelle più bisognose.
È, inoltre, fondamentale replicare quelle buone pratiche che arrivano dal Paese, come le undici storie simbolo mappate da Legambiente.
Fonti rinnovabili, la campagna “Ok, la bolletta giusta”
Come detto, Legambiente lancia la nuova campagna nazionale di Legambiente “Ok, la bolletta giusta. Prezzo zonale è giustizia sociale” con tappe, incontri, convegni e flash mob lungo la Penisola.
Obiettivi della campagna: sbloccare l’entrata in vigore del prezzo zonale per ridurre le diseguaglianze (portando il tema nell’agenda politica nazionale, sollecitare Governo, Parlamento, ARERA a completare il percorso normativo; costruire una coalizione di amministrazioni, imprese e associazioni favorevoli alla misura); informare e coinvolgere cittadine e cittadini e imprese sui vantaggi del prezzo zonale; favorire l’accettazione politica e sociale delle rinnovabili (raccontando i benefici territoriali della produzione di energia rinnovabile, stimolando le Regioni al recepimento coraggioso della normativa nazionale su Aree idonee; contrastando le fake news).