Per le associazioni dei consumatori il dato sull’inflazione al 3% anticipa un’estate rovente sul fronte dei prezzi e una prossima stangata. I prezzi dell’energia sono alti, turismo e viaggi rincarano, il caldo estremo deve ancora scaricarsi sui prodotti freschi
Si profila un’estate rovente sul fronte dei prezzi. Certo, l’inflazione sta rallentando, ma il dato non entusiasma le associazioni dei consumatori, che analizzano l’andamento del prezzi – secondo le stime Istat, più 3% l’inflazione su base annua – evidenziando il rischio di una nuova stangata che si sta abbattendo sulle famiglie. Determinata anche dall’aumento delle tariffe energetiche (e le bollette corrono proprio quando i consumi elettrici decollano, con il ricorso ai condizionatori per fronteggiare il caldo estremo) e dai prezzi di turismo e viaggi.
Stangata in vista
Secondo il Codacons, sull’estate degli italiani “si profila una nuova stangata”. Il tasso di inflazione al 3% si traduce in un aggravio di spesa da +992 euro annui per la famiglia “tipo”, che sale a +1.370 euro per un nucleo con due figli. I rincari, analizza il Codacons, interessano alcuni beni e servizi legati ai consumi estivi degli italiani.
“L’elettricità rincara infatti a giugno del +11,3% rispetto allo scorso anno, realizzando una mazzata sull’uso di condizionatori, ventilatori e sistemi di raffrescamento in casa come rimedio al caldo estremo di questi giorni – spiega il Codacons – Brutte notizie anche sul fronte dei trasporti, con le tariffe dei traghetti che aumentano in media del 4%, mentre le auto a noleggio costano il 4,8% in più; per i treni i rincari sono nell’ordine del +1,4%, +2% i pedaggi, +2,1% i parcheggi. Il gasolio costa il 21,5% in più su base annua, la benzina il 10,2% in più. I prezzi dei viaggi “tutto compreso” risultano in aumento del +3,4%, i villaggi vacanza segnano a giugno un +3%, mentre ristoranti e bar rincarano del +3,2%”. Scendono invece i prezzi del trasporto aereo.
Estate & prezzi
In ogni caso rimane “un’estate rovente sul fronte dei prezzi”, commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona- “Anche se a giugno si ferma l’accelerazione dell’inflazione, con quella congiunturale nulla, resta il fatto che in appena 4 mesi i prezzi sono decollati del 2%, pari a 493 euro su base annua per una famiglia media, 697 euro per una coppia con 2 figli – afferma Dona – Per Abitazione, elettricità e gas la mazzata è pari in media a 180 euro, per i Trasporti ammonta a 182 euro. Insomma, una stangata che non è purtroppo destinata ad attenuarsi fino a quando l’apertura dello Stretto di Hormuz non sarà totale e l’inflazione, invece di stabilizzarsi, non comincerà a scendere. Resta, quindi, un’estate salata”.
I prossimi effetti del caldo estremo
Le stime sull’inflazione sono dunque una “fotografia tiepida che non rispecchia affatto la reale e imminente stangata che si sta abbattendo sulle tasche dei consumatori”, evidenzia l’Adoc. I prezzi dovranno infatti fare i conti con la realtà, “l’anomalia dei costi energetici e gli effetti devastanti del clima”.
“L’ondata di caldo torrido delle ultime settimane sta iniziando a bruciare i raccolti nei campi e a far impennare i costi, oltre a quelli che si sono già verificati in seguito agli aumenti dei prezzi fertilizzanti e a quelli del gasolio agricolo – spiega l’Adoc – Di conseguenza, i prezzi dei prodotti freschi – che a giugno hanno registrato un calo congiunturale fittizio – stanno già subendo pesanti rincari e siamo certi che continueranno ad aumentare in modo esponenziale nelle prossime settimane. Anche se il cosiddetto “carrello della spesa” frena formalmente a giugno (+1,6%), i prodotti ad alta frequenza d’acquisto restano a livelli d’allarme (+4,1%). Per noi i veri nodi arriveranno al pettine tra luglio e agosto”.
Per questo l’associazione promette che intensificherà la vigilanza nella Commissione di Allerta Prezzi, monitorando giorno per giorno le anomalie di filiera.
Le ripercussioni dell’inflazione sulle famiglie, stima Federconsumatori, sono di circa 992 euro l’anno. A preoccupare è poi l’aumento dei costi energetici che si unisce alla “lentezza esasperante con cui i costi dei carburanti si stanno adeguando (in misura ancora insufficiente) al ribasso, con mancati risparmi famiglie per le famiglie di 119,40 euro annui. I dati fotografano, nel loro complesso, una situazione incerta”.