Secondo quanto riportato oggi da La Nazione (5 gennaio 2025), la sentenza sul sito contaminato dal Keu del cantiere Le Rose ha visto prevalere le posizioni di orafi e conciatori, stabilendo che l’azienda responsabile debba farsi carico esclusivamente della bonifica del Keu.
Il Movimento Consumatori, costituitosi parte civile nel processo Keu, esprime però fortissima preoccupazione per le conseguenze concrete di questa decisione. La sentenza, infatti, impone formalmente all’azienda la bonifica del sito, ma nella realtà dei fatti — sottolinea il Movimento — l’azienda non provvederà mai a farlo.
Di conseguenza, il rischio concreto è che i costi della bonifica ricadano interamente sulla collettività, ovvero sulla Regione Toscana e sulla Provincia di Arezzo, chiamate a sostenere spese già enormi per il cantiere Le Rose. Ma non solo: secondo il Movimento Consumatori, dovranno essere risarciti anche i danni subiti dai cittadini che, inconsapevolmente, hanno utilizzato gli inerti provenienti da Le Rose nei propri lavori edili.
Il Movimento chiede con urgenza che vengano individuati tutti i soggetti che hanno acquistato e utilizzato il Keu, e che si faccia tutto il possibile per metterli in sicurezza, sia dal punto di vista sanitario sia patrimoniale.
Come ricorda Armando Mansueto, la situazione ambientale nel Valdarno aretino è già estremamente compromessa. Dai dati del report ARPAT sui siti pericolosi emerge che solo nel Valdarno aretino esistono otto discariche dismesse, presenti da decenni e mai bonificate.
In questo contesto, il Keu rappresenta “la ciliegina sulla torta” di una crisi ambientale cronica. Una realtà, quella valdarnese, dove — conclude Mansueto — le “fabbriche di morte” legate all’aumento dei tumori non conoscono crisi, mentre le risposte delle istituzioni continuano ad arrivare con drammatico ritardo.