
Oggi la rubrica assume un tono meno tecnico e più “politico”, passatemi il termine. D’altronde, da quando l’Intelligenza Artificiale, in tutte le sue forme, ha iniziato a far parte della nostra sfera sociale, era logico che si parlasse di IA anche in campi non strettamente tecnologici. Voglio specificare comunque che questa notizia che vi dirò, seppur non della sfera informatica, è altrettanto importante, e vi dirò fra un minuto perché.
Notizia di Rai News: Papa Leone XIV è stato inserito tra i 100 top influencer dell’anno nel campo dell’Intelligenza Artificiale, insieme ad altri nomi più noti in questi campi (Altman, Musk…). A parte la comparazione (bella per gli statistici) con Leone XIII, il Papa che mostrò più di qualche dubbio sui rischi e le opportunità della prima rivoluzione industriale, Papa Leone XIV è il secondo Papa dopo Francesco (invitato al G7 dal Governo italiano) a essere interpellato per dare giudizi e pareri sull’Intelligenza Artificiale. Principalmente, Papa Leone XIV starebbe lavorando su un documento dedicato alla rivoluzione digitale in difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro, preoccupato che quest’ultima rappresenti un mezzo potente per rendere ancor più chiara la differenza tra ricchi e poveri.
State tranquilli se la prima sensazione a questa notizia è quella di smarrimento: un Papa che parla di argomenti di stampo tecnologico, così apparentemente al di fuori del cristianesimo, può sembrare a molti uno strano e fantastico ossimoro. Il fatto che il più alto rappresentante di una religione sia in questa lista di influencer non deve spaventare: come detto all’inizio della rubrica, l’IA copre ormai una sfera così ampia dello spettro societario che non può essere più oggetto solamente degli esperti o dei magnati del settore. Anche perché, detto francamente, lasciare l’intero potere mediatico solo a questi ultimi rischierebbe di creare una visione anarchica di cosa deve rappresentare l’IA nel prossimo futuro dell’umanità. Allo stesso tempo, Papa Leone XIV non deve fare l’errore di considerare l’IA come un “mezzo da eliminare per il bene dell’umanità”: tale visione, infatti, non aiuterebbe nessuno, ancor meno la Chiesa stessa, che potrebbe diventare facile bersaglio di critiche che la vedrebbero troppo “non al passo con i tempi”. Tutto dipenderà molto dal documento sopra citato di Sua Eminenza e dal suo contenuto. Aspettiamo fiduciosi!