L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni mette in consultazione la proposta di usare numerazioni brevi a tre cifre come numero chiamante per teleselling e telemarketing legali
Numerazioni a tre cifre per il telemarketing legale. È la proposta avanzata dall’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) per il contrasto alle frodi telefoniche, che dopo le misure anti spoofing varate dall’Autorità si sono spostate su numerazioni estere. L’Agcom ha dunque avviato una consultazione pubblica sulla proposta di modifica del Piano di numerazione, volta a introdurre l’utilizzo di numerazioni brevi come numero chiamante per chiamate e/o messaggi, anche destinati ad attività di teleselling e telemarketing. La consultazione avrà la durata di 45 giorni. L’intervento, spiega l’Autorità, si rende necessario in un contesto di mercato caratterizzato da modalità aggressive rivolte alla clientela per teleselling e telemarketing collegati a tentativi di frode.
Numeri brevi a tre cifre, la proposta
La proposta dell’Agcom è quella di permettere ai call center legali di usare numerazioni italiane brevi a tre cifre, come tutti i numeri dedicati all’assistenza clienti e quelli senza oneri per l’utente, per le chiamate di teleselling e telemarketing. Sarebbero numerazioni facilmente riconoscibili dai clienti e associabili a chiamate di teleselling o telemarketing provenienti da un operatore certo e conosciuto.
“Consentire la possibilità che i numeri brevi siano utilizzabili per chiamate di teleselling contribuisce a creare una maggiore affidabilità e fiducia negli utenti riguardo all’impresa “chiamante” (o mittente nel caso di messaggistica), in quanto consente alle aziende di essere più facilmente identificate dai propri clienti, riducendo, quindi, i rischi di confusione dell’identità del chiamante, ingenerati dai fenomeni fraudolenti o aggressivi sopra citati. Inoltre, il numero breve non può essere replicato dall’estero”, spiega l’Agcom.
Le misure anti spoofing
Nei mesi scorsi l’Agcom ha adottato una serie di misure di contrasto allo spoofing proveniente dall’estero mediante chiamate da numeri fissi e mobili italiani, stabilendo l’obbligo di bloccare le chiamate illecite (fatte salve quelle di utenti in roaming all’estero). Lo spoofing è il tentativo di raggiro basato sulla falsificazione dell’identità di chi chiama, per cui i truffatori manipolano il numero chiamante per farlo apparire come un recapito italiano attendibile.
Dal 19 novembre è diventata operativa la seconda fase del filtro anti-spoofing disposto dall’Agcom con il blocco delle chiamate mobili provenienti dall’estero con numero italiano, escluse quelle dei clienti effettivamente in roaming.
Il filtro dell’Agcom si è dimostrato efficace e ha bloccato il flusso di chiamate fraudolente con numero di telefono nazionale. Ma il traffico illegale si è spostato su chiamate con numerazione estera, che non possono essere bloccate dagli operatori, in virtù degli obblighi di interconnessione e interoperabilità internazionale delle reti e dei servizi. L’attenzione dei consumatori si è spostata sulle chiamate da numeri esteri sconosciuti.
Passo avanti per i cittadini, con qualche insidia
L’Unione Nazionale Consumatori considera la proposta un possibile passo avanti, con “molte insidie”.
Spiega il presidente Massimiliano Dona: “È certamente un miglioramento rispetto alla giungla di numeri attualmente usati. Resta da capire se sia un progresso anche rispetto all’utilizzo del prefisso unico uguale per tutti, lo 0844, purtroppo non reso obbligatorio dalla Legge n. 5/2018 e, quindi, mai applicato. Numerosi i paletti che andrebbero messi. Ad esempio, che il numero a 3 cifre usato da una compagnia dovrebbe essere sempre lo stesso e dedicato esclusivamente al telemarketing e al teleselling, onde evitare che il consumatore possa interpretare la chiamata anche come un servizio di assistenza. Analizzeremo comunque nel dettaglio la proposta dell’Authority e faremo le nostre opportune valutazioni, sperando che la tempistica per l’entrata in vigore delle nuove regole sia breve”.
Il Codacons considera le numerazioni brevi a tre cifre per teleselling e telemarketing una misura attesa da tempo, che può facilitare la vita ai cittadini. “L’utilizzo di numerazioni brevi per le chiamate in entrata – spiega l’associazione – consentirà infatti agli utenti di capire immediatamente se la telefonata arriva dalla propria banca, dal proprio gestore telefonico o dalla propria azienda energetica, e permetterà di limitare frodi e raggiri realizzati tramite il teleselling, incrementando la trasparenza nel settore”.
Il Codacons ricorda poi che il telemarketing aggressivo non è problema risolto. Nelle ultime settimane si segnala “un abnorme incremento” delle chiamate ricevute dai cittadini provenienti da numeri con prefisso estero, utilizzati per attività di call center.